IL TUBO INNOCENTI – L’ORIGINE

Il Tubo Innocenti: l’origine di un sistema ancora attuale

Di “tubi Innocenti” ne abbiamo sentito parlare tutti: sono, nell’immaginario comune, la prima immagine che associamo a “impalcatura” o “ponteggio”. Eppure pochi sanno che dietro questo nome, diventato quasi un sinonimo popolare di ponteggio, c’è la storia di un imprenditore italiano e di un sistema brevettato oltre 90 anni fa e ancora oggi tra i più utilizzati in cantiere.

Perché si chiama così?

Il Tubo Innocenti, con la “I” maiuscola, prende il nome da Ferdinando Innocenti — lo stesso che, anni dopo, avrebbe creato la Lambretta, diventando uno dei più grandi industriali del boom economico italiano del secondo dopoguerra.

Dopo essersi trasferito a Roma a 32 anni, Innocenti iniziò a commercializzare tubi prodotti dalla celebre Dalmine. Il vero e proprio sistema brevettato di montaggio e smontaggio tubo-giunto arrivò però nel 1933, a partire da un adattamento di un brevetto della Scaffolding inglese.

La sua lungimiranza e le sue capacità gli permisero di riprendersi anche da un grave rovescio economico — la banca presso cui aveva depositato un’ingente somma destinata all’espansione dell’azienda di famiglia fallì — e, unitamente a solidi rapporti con il regime dell’epoca, gli valsero una rapida espansione commerciale.

La versatilità del sistema ha fatto sì che restasse in uso fino ai giorni nostri: sebbene oggi sia spesso affiancato da sistemi più recenti — come i ponteggi a telaio prefabbricato o quelli multidirezionali — il tubo Innocenti resta ancora uno dei sistemi più utilizzati nei cantieri italiani.

Cos’è oggi il sistema tubo-giunto Innocenti

Al di là dell’aneddoto storico, il sistema ideato da Innocenti è, tecnicamente, un metodo di assemblaggio: tubi in acciaio di lunghezza variabile, uniti tra loro tramite giunti metallici, che permettono di costruire strutture provvisionali — i ponteggi — adattabili praticamente a qualsiasi geometria di edificio.

È proprio questa caratteristica — l’adattabilità a forme irregolari, dove i sistemi prefabbricati non riescono ad arrivare — a spiegare perché, quasi un secolo dopo la sua invenzione, il sistema tubo-giunto sia ancora oggi la scelta preferita per cantieri di restauro, edifici storici e strutture dalla geometria complessa.

Come funziona il ponteggio a tubi e giunti

Il funzionamento del sistema si basa su due elementi principali:

  • I tubi, in acciaio zincato, disponibili in diverse lunghezze per adattarsi alle esigenze del cantiere.
  • I giunti, il vero cuore dell’invenzione di Innocenti: dispositivi metallici che collegano due o più tubi tra loro, in configurazione fissa (a 90°) o orientabile, per creare la struttura portante del ponteggio.

Combinando tubi e giunti in configurazioni diverse, è possibile realizzare ponteggi di facciata, strutture per coperture, centine di supporto per lavorazioni edili, e impalcature per interventi di restauro su edifici e monumenti dalla forma irregolare.

Vantaggi e limiti del sistema tubo-giunto

Vantaggi:

  • Massima adattabilità a geometrie irregolari, dove i ponteggi prefabbricati non sono impiegabili.
  • Soluzione ideale per il restauro di edifici storici e monumentali, dove è richiesta la massima flessibilità di montaggio.

Limiti:

  • Tempi di montaggio generalmente più lunghi rispetto a un ponteggio a telaio prefabbricato.
  • Richiede personale esperto e una progettazione accurata (PiMUS) prima dell’installazione.

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Domande frequenti sui tubi innocenti

Cosa sono i tubi innocenti? Sono tubi in acciaio, uniti tramite appositi giunti, che costituiscono l’ossatura del ponteggio a tubi e giunti — il sistema di montaggio brevettato da Ferdinando Innocenti nel 1933.

A cosa servono nei ponteggi? Permettono di costruire strutture provvisionali adattabili a qualsiasi geometria di edificio, particolarmente utili per facciate irregolari, coperture e interventi di restauro.

I tubi innocenti sono ancora usati oggi? Sì. Nonostante l’affiancamento di sistemi più recenti come i ponteggi a telaio prefabbricato o multidirezionali, il sistema tubo-giunto resta ancora tra i più utilizzati, soprattutto per cantieri con geometrie complesse o vincoli architettonici particolari.

Perché si chiamano “tubi innocenti”? Il nome deriva da Ferdinando Innocenti, l’imprenditore italiano che nel 1933 brevettò il sistema di montaggio e smontaggio tubo-giunto, adattando un’invenzione della Scaffolding inglese.